C’è un vecchio proverbio africano che sembra dire tutto sulla competizione, ma non dice mai chi realmente vince. È immediato, facile e crea fiducia perche’ è semplice e poi nessuno osa mettere in dubbio un proverbio africano.
Eccolo: “Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più del leone o verrà uccisa. Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, un leone si sveglia e sa che dovrà correre più della gazzella o morirà di fame. Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, non importa che tu sia leone o gazzella, l'importante è che cominci a correre”.
Affascina per le mille interpretazioni ma lascia un po' perplessi perché tratta di sopravvivenza e non di vita. E poi scegliere tra leone e gazzella comporta un bivio stereotipato, una scelta tra due identità dichiarate. Il rischio è quello di scegliere ogni volta di essere ciò che sei sempre stato. E istintivamente ognuno di noi, a voce almeno, sceglie di essere leone.
Tutto bene. Finché non arrivi in Silicon Valley, dove sembra che quel proverbio sia diventato regola di strategia e di sopravvivenza quotidiana. La dove il ruolo di leone o gazzella si decide ogni mattina.
Qui la savana si chiama Silicon Valley, il mondo delle piattaforme AI. Una savana popolata di GPU e di modelli linguistici, valutazioni miliardarie, round di investimento che si moltiplicano ad ogni annuncio. E le regole sembrano le stesse di sempre: o corri o non prendi i soldi. Il ciclo mediatico è solo il campo da caccia.
Due tra i protagonisti si chiamano Sam Altman e Dario Amodei. Guidano le due aziende AI più discusse del pianeta e ogni mattina si svegliano sapendo che devono dire qualcosa e qualcosa di grande, possibilmente prima dell'altro. Perché qui la savana è subdola, il territorio non ha tracce o sentieri e la corsa non conosce una meta.
I loro stili sono opposti, quasi costruiti apposta per sembrarlo. Altman è il profeta dell’entusiasmo e della potenza, oltre la spavalderia. L’AGI è sempre dietro l’angolo, i server risorse infinite, ogni rilascio delle sue piattaforme una rivoluzione definitiva. A seconda del momento però l’AGI è anche più lontana e difficile di quanto previsto. Le risorse infinite si scontrano con limiti energetici e infrastrutturali. La sicurezza è dichiarata prioritaria, ma il ritmo dei rilasci non rallenta mai. Aperto quando serve attrarre il mondo, chiuso quando serve difendere il vantaggio.
Mai un dubbio, mai un ripensamento, pur nella incoerenza della narrazione. Sempre avanti senza nessun imbarazzo, ma con variazioni da lasciare spazio alla narrativa successiva.
Amodei invece scrive saggi, anche lunghi, molto lunghi, il suo ultimo conta ventimila parole. Il tono e l’atteggiamento è quello del vecchio saggio che avverte l'umanità dei pericoli dell'umanità stessa. Quasi gigionesco nella sua riluttanza, ma fiero dell’eleganza delle sue soluzioni.
Stili diversissimi, stesso obiettivo: arrivare ogni giorno alla fine dell’arcobaleno, dove c’è la pentola con le monete d’oro.
Qualche settimana fa Anthropic ha pubblicato uno studio sul cambiamento del mercato del lavoro. Con due tabelle che hanno fatto il giro di internet. La prima con l’elenco dei lavori più esposti: programmatori, customer service, data entry. La seconda quelli che apparentemente non avranno impatti devastanti nel breve periodo: cuochi, meccanici di moto, bagnini, baristi, lavapiatti. Il report misura l'esposizione reale, non quella teorica.
Dopo lo shock e la sorpresa degli elenchi, lo studio ammette che il divario tra teorico e reale è ancora molo ampio. Per fare un esempio in casa, si dice che Claude potrebbe fare la grande maggioranza delle attività di coding, ma attualmente ne copre solo una parte. I dati dello studio di Anthropic mostrano anche che, al momento, la tecnologia sta per lo più affiancando i lavoratori, non sostituendoli.
Politica di Amodei: dati seri, metodologia solida, comunicazione responsabile.
Peccato che lo stesso CEO, mesi prima, aveva prefigurato, nelle solite ventimila parole, scenari di disoccupazione su larga scala, quasi da Grande Depressione. Prima il terrore, poi le tabelle che lo ridimensionano, un approccio narrativo di rara eleganza: Amodei costruisce l'ansia, poi arriva con gli strumenti per misurarla. Come un leone che prima spaventa la preda e poi le vende un posto sicuro dove nascondersi.
E allora torniamo alla savana, con una domanda diversa.
Tra i due chi è il leone e chi è la gazzella?
La risposta ovvia vorrebbe Altman leone rumoroso, aggressivo, sempre in attacco e Amodei gazzella prudente, riflessiva, quasi schiva.
O magari il contrario: Amodei che detta i temi con la solennità nascondendo la fame come tattica. Altman che deve correre con i prodotti e con gli annunci come fossero gli stivali delle sette leghe.
Ma è proprio qui che la storia si complica, o forse si fa semplicemente più interessante.
Perché la gazzella non è l'AI. L'AI non scappa da nessuna parte, cresce per conto suo, evolve, fa quello che deve fare con o senza i comunicati stampa.
E non è neppure il leone, perché passo dopo passo cresce senza bisogno di azzannare nessuno.
E’ l'attenzione, in Silicon Valley, la sfida della savana, perché chi la cattura poi la può convertire direttamente in denaro.
Allora il punto è questo: chi annuncia per primo diventa la gazzella.
Si espone, offre un bersaglio, fissa il terreno su cui l'altro può manovrare. Altman annuncia l'AGI? Amodei pubblica le tabelle e si prende il ruolo del realista. Amodei evoca la Grande Depressione tecnologica? Altman rilancia con il modello che risolverà tutto.
La gazzella apre, il leone risponde, ma poi i ruoli si invertono, e il giorno dopo si ricomincia. Perché nella savana classica il leone sa sempre di essere il leone. Nella savana della Silicon Valley, ogni mattina, chiunque si svegli deve sempre scoprirlo.
Non ci sono leoni fissi in questa savana. Ci sono solo persone che si svegliano ogni mattina senza sapere ancora quale animale saranno, ma sapendo con certezza che devono correre. E dichiarando, a voce almeno, di essere leoni, o perlomeno cercando di crederci.
Postscriptum: nel tempo in cui leggete questo post è probabile che almeno uno dei due si sia già messo a correre, mentre l’altro con ansia e sorpresa si sta allacciando con foga le scarpe.



