sabato 7 marzo 2026

Fidarsi è bene, controllare è meglio.











Pare che migliaia e potenzialmente milioni di siti web generati automaticamente, tutti con nomi vagamente giornalistici (“Global Daily Something”, “World News 24/7 Trust Me Bro”), pubblichino articoli senza giornalisti, senza fonti e, soprattutto, senza alcuna reale comprensione di ciò che stanno dicendo.

Non si tratta di una teoria del complotto, ma di un fenomeno documentato da NewsGuard, che da tempo monitora reti di siti creati con l’AI per produrre contenuti di bassa qualità, propaganda mirata o semplice confusione informativa.

Il punto chiave è che questi contenuti non sono pensati per gli esseri umani, ma per ingannare altre intelligenze artificiali. Una sorta di guerra batteriologica digitale: si infetta la rete con contenuti spazzatura nella speranza che i modelli linguistici, che apprendono in modo statistico dal web,  finiscano per diventare approssimativi e, in alcuni casi, inaffidabili.

A questo punto, non solo “non fidarsi è meglio”, ma controllare diventa ancora più importante.

Quanto sarebbe utile poter chiedere non solo quali fonti sono state utilizzate, ma anche informazioni sulla loro autorevolezza: chi è la fonte, quale organizzazione la propone, che tipo di credibilità ha. E magari anche dati su accessi, citazioni, riferimenti incrociati o commenti, quando disponibili.

Oggi però le piattaforme di AI non sono in grado di fornire questo livello di dettaglio, soprattutto quando la risposta si basa sul training pregresso e non su una ricerca attiva in rete. Quando invece si interrogano fonti online, qualche informazione in più può emergere.

Da qui un approccio pratico in tre step:

  1. il mio prompt

  2. controllo della risposta tramite ricerca in rete

  3. analisi delle fonti

Ma come ottenere informazioni sulle fonti? Con un prompt dedicato, ad esempio:

Per l’output che hai appena fornito:

  1. Elenca le fonti che hai utilizzato o citato

  2. Spiega qualitativamente perché ciascuna fonte è stata ritenuta affidabile

  3. Indica se la selezione delle fonti si basa su:

  – autorevolezza del dominio

  – consenso tra fonti

  – pertinenza semantica

  – freschezza

  – segnali di popolarità indiretti

  1. Specifica chiaramente quali metriche non puoi vedere o condividere

  2. Chiarisci se esiste un ranking interno delle fonti e se è accessibile all’utente

Perché, in fondo, il problema non è che le AI si sbaglino. Il problema è che usano criteri sensati senza poterli spiegare in modo misurabile.

E questo ci costringe a tornare a qualcosa di antico: il senso critico umano.

Perché sì, fidarsi è bene. Ma non fidarsi, e controllare, è meglio.

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Illustrazione di https://www.instagram.com/teougone.illustrations/


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