domenica 3 aprile 2011

Ma se il Cio fosse.......

Se fosse un animale, che animale sarebbe….
Sarebbe un orso. Chiuso sui suoi pensieri e nei suoi problemi, ma sempre disponibile a trovare una soluzione, a dare un supporto spesso con un grugnito o un tacito assenso.
Per poi diventare, alla fine, quall’orsacchiottone che tanto si è amato e che forse non ha mai fatto veramente paura quando, alla fine della storia, si passa dai fatti alla cronaca sconfinando nella fiaba per diventare leggenda.

Se fosse un personaggio dei fumetti….
Facile, Paperino. Brontolone, sempre in lotta con il mondo. Pieno di buoni propositi, convinto di poter condividere con lo Zio Paperone non solo le sfide, ma anche le vittorie. Pronto a buttarsi nella prossima avventura portandosi dietro gli amati nipotini, se e solo se in grado di garantire loro la massima sicurezza.

Se fosse un fiore…
Probabilmente un girasole, ma non per sua volontà. Costretto ad allinearsi con il business ovunque questo si orienti. A volte rinchiuso su se stesso, quando le strategie del business tacciono, visto che non sempre gli viene chiesto da che parte andare.

Se fosse un giorno della settimana…
Il lunedì. Per avere una settimana davanti a se’, un orizzonte lontano verso cui guardare, alla ricerca del tempo e dello spazio necessario e mai sufficiente per trovare il giusto equilibrio tra le incombenze quotidiane (quelle per cui è pagato) e i grandi progetti di strategia e di trasformazione (che farebbe anche gratuitamente)

Se fosse un gruppo musicale….
Troppo facile: I Pink Floyd.

E se fosse un personaggio storico?
No, questo no. Il CIO non potrà mai essere un personaggio storico!

(l’autore si scusa per essersi lasciato influenzare un po’ troppo da se stesso…)

giovedì 17 marzo 2011

Fratelli d'Italia....

Come il popolo dei neri d’america: fratelli.

E i fratelli non si odiano.

Neppure quando rubano, nell’ignoranza della giustizia, nella presunzione della furbizia.
Fratelli che si cercano, che si amano, anche quando vivono con principi e valori diversi.

Fratelli fieri di esserlo, sempre e comunque.

Da fratello mario, giuseppe, carmine, felice... a fratello giotto, dante, petrarca, galileo, leonardo, macchiavelli, michelangelo, cesare, scipione, mazzini, foscolo, manzoni, alfieri, garibaldi, pisacane, mameli, fermi, marconi, meucci, toscanini, puccini, verdi, caruso, fellini, rossellini, toto’, de andre….
E poi fratello falcone, borsellino, della chiesa, matteotti, d’acquisto....

Perche’ poi arriva un Fratello, piu’ fratello di altri che dice “I have a dream”.

E perche’ quel sogno un giorno si avvera.

Buon compleanno Italia e tanti auguri fratelli.

martedì 8 marzo 2011

We don’t know what we don’t know

Come tutti sappiamo la linea Maginot venne costruita dai francesi per proteggere i propri confini dagli invasori.

Praticamente uno dei primi firewall della storia.
Ma fu un fallimento.

I 1000 anni di storia dalla Muraglia Cinese alla linea Maginot non avevano insegnato molto.

Ritenuta invalicabile, fu semplicemente aggirata in pochi giorni dopo un breve attacco frontale di una forza civetta.

E oggi come allora l’approccio alla sicurezza è prevalentemente un tentativo di mettere insieme soluzioni robuste, ritenute invalicabili con costi non sempre banali, ma spesso costruite senza la corretta analisi del pericolo e dei rischi che si vogliono correre.

In realtà il tema della sicurezza si basa su un prinpicio banale: l’asimmetria.
Chi si difende deve prepararsi a ogni tipo di attacco, chi attacca puo’ scegliere con cura la combinazione di strumenti e la strategia piu’ adatta.

E’ per questo che i sistemi di sicurezza, vanno fondamentalmente progettati com opere originali, in grado di evolvere velocemente nel tempo, di adattarsi a cambi di strategia, di essere flessibili di fronte all’ignoto.
Un sistema di sicurezza parte dall’analisi del rischio (tipologia di rischi, livello di rischio): inutile difendersi contro tutto.

Piu’ si abbassa il livello di rischio piu’ il sistema è complesso e costoso, piu’ si alza il livello di rischio acccettabile, più il sistema diventa semplice, economico, flessibile, e spesso anche efficace.

E conseguentemente il progetto stesso dell’infrastruttura tecnologica deve basarsi sull’analisi del rischio.In altre parole non si progetta un sistema di sicurezza come optional dell”infrastruttura tecnologica, ma e’ l’architettura dell’infrastruttura il sistema stesso di sicurezza.

Ne’, ovviamente, si mette in sicurezza un sistema (sarebbe come progettare un’auto senza freni e mettere i freni dopo il primo incidente)
La sicurezza e’ poi qualcosa che va gestito attraverso strategie, strumenti, leve di controllo.
Si può naturalmente cambiare il livello di rischio, intervenendo su parametri ben definiti, ma la strategia generale e la tipologia del rischio resta sempre legata all’architettura delle scelte iniziali.

Insomma regole semplici, il giusto buon senso che a differenza della tecnologia non è così largamente diffuso e disponibile.

venerdì 11 febbraio 2011

ieri, 5 anni fa...


 

.....5 anni, mi sembra ieri.

Sono sicuro che un momento di sottile emozione ha percorso i nostri pensieri, ognuno di noi con dignità e nella propria intimità ha rivissuto per un attimo quelle emozioni irripetibili.

Che fortuna che abbiamo avuto.

Ma questi 5 anni mi sembrano un'eternità se guardo il mondo che mi circonda, se accendo la televisione, se leggo gli articoli sui giornali.
Io non voglio mescolare quelle mie emozioni, quei valori, quell'umanità, quell'esperienza di vita umana, sociale, professionale con il clima di degrado che vedo intorno a me.
Forse è questo inconsapevole istinto di protezione verso quei valori che ha generato un dignitoso e riservato ricordo.

A volte il silenzio fa più rumore di una folla urlante.