venerdì 15 agosto 2014

"L'Hymne à l'amour"....

Eppure lui suona con dignità e compostezza, sono io a sentire la fatica di quelle note strappate alla stanchezza di una vita, alla drammatica ferocia della malattia.
Lui sembra non fare fatica, curvo su se stesso, con attenzione e con precisione cerca quei tasti bianchi e neri, tasti che un tempo comparivano miracolosamente sotto le sue dita e che ora sembrano dirupi da scalare.
Ma lui non si scompone, lui cerca le note una dopo l'altra guardando le proprie mani tremanti, ormai ferite dal tempo e dalla malattia.
Lui le domina ancora, con la forza della passione.
Non una smorfia.
E la musica sgorga, come un miracolo.
Lenta, terribilmente lenta, quasi indifferente del mondo frenetico che scorre attorno.
Nota dopo nota, con pause che sembrano non finire mai, con la mano sinistra che a volte non ne vuole proprio sapere.
Ma poi "L'hymne à l'amour" prende forma.

Ha vinto lui, ancora una volta.

(Paris, Gare du Nord)


 

martedì 10 giugno 2014

E se domani....

La pioggia era arrivata all’improvviso, il sole fino a pochi minuti prima aveva dipinto riflessi dorati sulle foglie fresche di primavera.
Ma era una pioggia strana, inaspettata e troppo violenta per la stagione, quasi un segnale.
Guardando verso l’alto vedevo nubi scure che si rincorrevano e cercavo di capire con quale dinamica si muovessero, ma soprattutto dove fossero fino a pochi minuti prima.
E come potessero contenere tutta quell’acqua.
Poi, d’improvviso, come se avessero finito il loro compito o terminato le loro riserve, si erano dileguate, lasciando nuovamente lo spazio al cielo blu, al sole primaverile, ai riflessi ancora più splendenti.
E’ stato forse questo rimanere con lo sguardo in aria che mi ha fatto dimenticare il luogo, le persone, la mia meta, in quella domenica qualunque di primavera.
Nel breve momento in cui i pensieri transitavano dal nulla al concreto, in quel momento tipico quando il tempo e lo spazio riprendono dimensione, che una sensazione di sorpresa, quasi di ansia ha iniziato a crescere senza un motivo.
Sentivo che qualcosa stava accadendo, come la pioggia all’improvviso. Qualcosa che da tempo avevo immaginato, e spesso volutamente allontanato.
L’ho capito prima di abbassare lo sguardo. Dall’altra parte della strada, verso di me, senza via scampo.
Si, è lei. 
La sento anche se ancora non la distinguo. Il cuore batte con più insistenza, mentre i pensieri si accavallano come le nuvole della pioggia.
Non adesso, non così. Dopo anni di silenzio, anche se ho la sensazione di sapere ancora tutto di lei.
Non così, senza un appuntamento, senza una preparazione, senza una decisione consapevole, comune, condivisa.
Eppure doveva succedere.
Lei non mi ha visto, ma sono sicuro che lo sente. Ora la vedo, in mezzo alla gente, avanzare con passo sicuro e poi improvvisamente rallentare e guardarsi intorno.
Sento il suo respiro, lo conosco, o forse lo immagino, ma è l’emozione.
Ora non può non vedermi, abbiamo rallentato il passo, ma non possiamo incontrarci sui lati opposti della strada, senza incrociare veramente il nostro cammino.
Ho deciso, attraverso la strada, guardo l’orologio, così con gesto istintivo.
Lei si ferma, guarda nella borsa.
E’ davanti a me, alza lo sguardo dalla borsa, io sollevo lo sguardo dall’orologio, e ci guardiamo negli occhi, con aria sorpresa, il respiro sospeso. Un attimo.
Che faccio? Accenno un sorriso.
“Ciao, ma dai, quanto tempo…”
Mi sorride.
“Ciao !”
In quello sguardo, mi passa davanti un pezzo di vita.
Vorrei abbracciarla, anche solo sfiorarle la spalla. Un leggero contatto, come una scossa elettrica.
Resto immobile, con lo sguardo che passa dalla punta delle mie scarpe, all’orizzonte in fondo alla strada, al suo viso.
“Che sorpresa, sapevo che prima o poi sarebbe accaduto”
“come va”  - dice lei.
“come stai” - chiedo io.
Non è la stessa cosa.
Non rispondiamo, non ha senso. Un infinito silenzio che in realtà dura un attimo.
Quell’attimo sufficiente per allargare le braccia in abbraccio lungo, tenero, senza tempo, senza spazio.
Quasi non ci salutiamo.
E quando si allontana perdendosi nella folla, o nella foresta, non seguo il suo passo, non mi volto.
Ormai non fa più differenza.
La vita è fatta di percorsi, a volte si cammina in compagnia, altre volte si prosegue in solitudine, qualche volta ci si siede ad aspettare. Fortunatamente, a volte, i percorsi si incrociano.
Sorrido al pensiero e mi rimetto lentamente in cammino, ormai sicuro della direzione presa. 
E mentre il mondo riprende forma attorno a me, mi accorgo che senza un motivo sono rimasto da questa parte della strada.

giovedì 20 febbraio 2014

Onde e nuvole....

Si, vorrei disegnare le nuvole. Per scolpire nel bianco i pensieri più profondi,
colorare il cielo, e abbracciare montagne di bianco e di niente.

Vorrei spingere le onde verso creste sorridenti e riflussi maliziosi
per poter disegnare spiagge lisce e brillanti, e arrampicarmi su rocce impertinenti.

Vorrei affiancarmi al vento e soffiare con tutta la mia forza,
per fare onde sui campi di grano, e accarezzare le cime degli alberi.

Vorrei piangere lacrime gioiose, scroscianti, come tenera pioggia autunnale
per costringerti al riparo sotto il mio stesso telo.

Vorrei sorgere tutte le mattine e far compagnia al sole,
per accendere insieme a lui le luci del giorno, e illuminare il  tuo primo sorriso,

Vorrei avvolgermi nella notte, silente e tentatrice,
e rapirne il silenzio per raccogliere i tuoi pensieri con i miei pensieri.

E vorrei essere terra, per sostenere ogni tuo passo,
e acqua per cullare i tuoi abbandoni, e fuoco par scaldare i tuoi sogni.

E vorrei essere te, per guardare il mondo con i tuoi occhi....


giovedì 9 maggio 2013

Libera sosta in libero stato


Il giorno 8 Aprile dell'anno in corso ho ritrovato appoggiato sul cristallo della mia auto un foglio con l'ingiunzione a pagare una contravvenzione per divieto di sosta.
L'autovettura era parcheggiata in una strada priva di apposite strisce, nelle vicinanze di un cartello di divieto di sosta posizionato in modo non casuale e probabilmente tendenzioso all'altezza delle ruote anteriori.
Un rappresentante della legge (o presunto tale) sicuramente schierato politicamente, vista la mia auto di colore bianco ha deciso in modo arbitrario, personale e arrogante che esistevano le condizioni per la contravvenzione.
Tale sopruso politico da parte di una certa "polizia urbana" schierata e politicizzata, concentrata a distruggere i miei diritti di occupazione del suolo pubblico va combattuto e osteggiato.

Le iniziative per la difesa dei miei legittimi diritti prevederanno:
  • Richiesta di rinvio delle operazioni di pagamento per legittimo impedimento (non posso recarmi presso gli uffici postale nei loro orari di apertura e soprattutto non posso entrare accompagnato dal mio fedele amico Fido)
  • Analisi dei tempi di prescrizione per tale contravvenzione
  • Raccolta di firme e richiesta al parlamento per un referendum popolare che limiti il divieto di sosta solo se in seconda fila.
  • Trasferimento della contravvenzione al comune di Milano, notoriamente meno coinvolto dalla mia storia civica di residente torinese, in grado di giudicare in modo più' sereno.
  • Partecipazione ad un programma di inchiesta in prima serata sulle reti nazionali unificate per ripercorrere questa ingiuriosa e indecorosa storia.
  • Richiamo alla piazza per una manifestazione popolare a difesa dei miei diritti di parcheggiare nel pieno rispetto del mio libero arbitrio
  • Richiami istituzionali e politici verso il rispetto della libertà personale di parcheggio e di utilizzo del suolo pubblico (in quanto pubblico, anche MIO)
  • Organizzazione di un nuovo "movimento" denominato "Spazio libero" per la difesa dei diritti dei liberi cittadini di fermare l'auto dove necessario
  • Richiesta di annullamento e di restituzione della tassa di possesso sulla prima auto.
  • Riorganizzaione della Soris (Società Riscossioni S.p.A.)