giovedì 26 marzo 2026

Nuova enciclopedia o pappagallo stocastico?

 















Ci scrive un amico noto al grande pubblico, una di quelle persone che hanno una pagina importante su Wikipedia.

Stupefatto e divertito nello scoprire che nella nuova enciclopedia online, Grokipedia, la sua biografia è molto più ricca. Più dettagli, più aneddoti, più sicurezza narrativa.

Grokipedia è la nuova enciclopedia online basata su intelligenza artificiale generativa sviluppata da xAi, la società di Elon Musk. Nata con un obiettivo dichiarato, ovvero contrastare il predominio di Wikipedia, accusata dai suoi critici di essere un canale di comunicazione Woke, gestito da attivisti ideologicamente schierati e quindi non neutrali. 

Peraltro di Grokipedia se ne parla ancora poco, nonostante sia da alcuni mesi disponibile online con milioni di voci in continuo aggiornamento.

Probabilmente ciò che infastidisce maggiormente i creatori di Grokipedia non è solo l’esistenza di Wikipedia, ma il fatto che compaia quasi sempre al primo posto nelle ricerche di Google, diventando di fatto una delle principali fonti per l’addestramento dei principali modelli di intelligenza artificiale. 

Senza entrare brutalmente nell’arena della discussione politica, è certo che i due approcci si prestano ad una analisi interessante e in alcuni casi anche curiosa. Wikipedia è una organizzazione non profit, che costruisce conoscenze partendo dal basso, mentre Grokipedia è proprietà di xAI, di cui tutto si può dire, tranne che sia neutrale e super partes.

La differenza non è solo proprietaria, ma strutturale.

Il punto cruciale è che Grokipedia si basa su principi parassitari. Non parte dal contributo umano diretto, ma dall’analisi massiva di contenuti preesistenti: articoli, database, siti web, forum. I contenuti sono generati da Grok, il modello di intelligenza artificiale, e i risultati non possono essere verificati o ispezionati nel loro processo di formazione, anche se spesso vengono riportate le fonti “spazzolate” per la produzione dei testi. Insomma, una sintesi probabilista del sapere disponibile. Una neutralità statistica dove la media pesata delle fonti non è necessariamente una verità. 

Non esistono regole nella selezione delle fonti e il risultato è più quello che l’utente vuole ritrovarsi che quello che forse oggettivamente e su basi scientifiche e accademiche dovrebbe essere.

Wikipedia costruisce la neutralità attraverso il conflitto e la negoziazione, dove ogni contributo nasce dalla collaborazione anonima e volontaria. Dove ogni fatto è messo in discussione e ogni modifica è tracciabile in una cronologia pubblica che permette di ricostruire il processo dialettico della voce. Forse un sapere imperfetto, a volte frammentario ma dannatamente trasparente. Non assolutamente neutrale, ma nel massimo sforzo per esserlo.

Wikipedia è lenta, le voci più controverse mostrano spesso le dinamiche del dibattito umano: guerre di editing, compromessi semantici, note di avviso. Wikipedia non finge neutralità assoluta: la costruisce, faticosamente, attraverso il confronto.

E la sua lentezza è anche una forma di prudenza, dove la conoscenza viene sedimentata e non “sparata”. Anni di lavoro collettivo, riferimenti incrociati, note storiche. Ma anche disomogeneità, i temi popolari sono molto discussi, argomenti di nicchia a volte trattati superficialmente.

Grokipedia al contrario è veloce e l’aggiornamento è continuo, con la coerenza stilistica, e la capacità di collegare domini lontani. Può produrre una voce completa in pochi secondi, adattarla a diversi livelli di complessità, aggiornarla automaticamente quando il web cambia.

Il confronto tra Wikipedia e Grokipedia non è solo tecnologico. È epistemologico, politico e culturale. Riguarda chi produce la conoscenza, come viene validata e quale rapporto instauriamo con l’autorità del sapere.

La questione dell'affidabilità assume dimensioni diverse nei due casi. Wikipedia è fallibile, puo’ contenere errori, bias ideologici, vandalismi non ancora corretti. Ma questi difetti sono trasparenti e correggibili. Ogni lettore può verificare le fonti, consultare la cronologia, partecipare alla discussione. Grokipedia può sembrare più affidabile per la sua fluidità espositiva, ma l'AI può 'allucinare' informazioni, mischiare fonti inattendibili con quelle autorevoli, perpetuare bias presenti nei dati di addestramento senza che sia possibile individuarli.

Il punto non è decidere quale sistema “vincerà”. È capire se stiamo passando da una conoscenza negoziata a una conoscenza sintetizzata. Wikipedia incarna il sapere come processo sociale, conflittuale, imperfetto, ma fondamentalmente democratico. Grokipedia incarna il sapere come funzione computazionale, efficiente, coerente, ma opaca.

Dal metodo scientifico al sapere stocastico.

E poi scopriamo, peraltro senza alcuna sorpresa, che molti dei contenuti di Grokipedia derivano in larga parte proprio da Wikipedia. 

Un pappagallo stocastico che, nato per criticare un sistema, finisce inevitabilmente per nutrirsi dello stesso materiale che contesta.

La storia della tecnologia è costellata di confronti tra approcci radicalmente diversi ma con lo stesso fine.

Linux contro Windows, con il suo codice aperto costruito collettivamente, con ogni modifica analizzata, tracciata e condivisa. 

Windows un ambiente chiuso, inaccessibile. Un prodotto finito, ottimizzato per l’usabilità ma a volte opaco e poco trasparente sui suoi meccanismi interni.

iOS contro Android. Ecosistema chiuso e controllato contro piattaforma più aperta e modulare.

Grokipedia è forse il windows o l’IOS delle enciclopedie online? 

E Wikipedia il Linux e l’Android.?

Le analogie sono suggestive ma a differenza di Linux o Android, Wikipedia non è solo "aperta” nel codice, ma anche nel processo di costruzione del contenuto. È un esperimento sociale prima ancora che tecnologico.

O forse il futuro sarà una convergenza dove la costruzione democratica del sapere si potrebbe arricchire della potenza dell’AI per colmare alcune lacune e chiudere in un angolo il puro Pappagallo stocastico?

Wikipedia ci ha mostrato che è possibile costruire sapere collettivamente, uno “human learning” di antico stampo, fatto di confronto e revisione continua.

Grokipedia puro “macchine learning”, potente e veloce, ma ancora strumento, lontano da una propria identità di attore autonomo.

Il rischio non è la velocità, è dimenticare come si costruisce il sapere.



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