C’è chi pensa che l’Intelligenza Artificiale sia ormai alla portata di tutti, chi la teme come un misterioso aggeggio invadente e pericoloso, e chi semplicemente non sa da dove cominciare.
Quando si vive in un’era di profonda evoluzione tecnologica la comprensione della tecnologia non può essere un privilegio per pochi, ma un diritto per tutti, per tutte le classi sociali.
E’ nato così a Torino, come naturale evoluzione dei corsi di informatica per anziani dello SPI-CGIL Lega 8, il Laboratorio Popolare di Intelligenza Artificiale. Una piattaforma cooperativa dedicata alla comprensione dell'IA, una serie di incontri di formazioni e eventi sul territorio. Un programma di coinvolgimento nello sviluppo stesso delle attività e dei contenuti del Laboratorio.
Una iniziativa partita “dal basso”, non un progetto accademico, ci raccontano Franco Marra e Nicoletta Tarducci, fondatori della “band” come loro stessi si definiscono. Con la partecipazione straordinaria che dà spessore scientifico a tutta l’impresa di Pietro Terna, professore emerito di economia presso l’Università di Torino e pioniere sull’impiego delle reti neurali e delle simulazioni basate su agenti.
Pragmatismo e trasparenza caratterizzano il primo approccio divulgativo dal titolo accattivante “aprire il cofano”, per spiegare in termini concreti il funzionamento del motore che sta alla base. Funzionamento condotto con l’aiuto di una piccola rete di pochi nodi sviluppata a scopo didattico e dimostrativo da Terna e di programmi di generazione che usano modelli in locale, con il codice scritto con l’aiuto stesso dell’AI per “toccare con mano” e per svelare il trucco di quella che potrebbe sembrare una incredibile magia.
L’impatto con la “chiromante stocastica”, espressione con cui è stata definita l’interazione con gli LLM che tendono a sfruttare le informazioni fornite per generare risposte compiacenti, allineate al pensiero. Da qui nasce soprattutto la necessità di rinnovare l’attenzione sui temi della privacy, sulla pericolosità della propria profilazione e sulla necessità di una interazione che utilizzi un linguaggio il più possibile neutro e non emotivo, per evitare di raccontare sé stessi mentre si interroga l’Intelligenza Artificiale.
Le “pillole didattiche” per un uso consapevole, esempi di Prompt, a casi di applicazione dell’Intelligenza artificiale. La sua storia, l’evoluzione della tecnologia dalle origini.
E poi gli strumenti, il laboratorio vero e proprio. Il RAG come rifugio e tavolo di lavoro, ambiente protetto e delineato per ridurre al minimo le famose “allucinazioni” ma avere il controllo dei contenuti.
“L'aggettivo "Popolare" racchiude l'essenza della filosofia del laboratorio. Il LabPopIA si configura come una piattaforma cooperativa dedicata a rendere l'IA accessibile a un pubblico non specializzato, con l'obiettivo dichiarato di "demistificare" la tecnologia
L'inclusione è il pilastro di questo approccio. I materiali didattici e i workshop sono progettati specificamente per un pubblico di pensionati e casalinghe, utilizzando un linguaggio e degli esempi che risuonano con la loro esperienza. In questo modo, il laboratorio realizza la sua missione più profonda: accompagnare le persone in una transizione cruciale, trasformando la paura dell'ignoto in un'attiva e costruttiva curiosità.”
Un approccio umanistico, non solo tecnico, che si materializza con il contribuito critico dei pensionati dello SPI-CGIL. L'inclusione è il pilastro di questo approccio. I materiali didattici e i workshop sono progettati specificamente per un pubblico di pensionati e casalinghe, utilizzando un linguaggio e degli esempi che risuonano con la loro esperienza.
Tutti i contenuti che in linea con la filosofia democratica sono liberamente consultabili e utilizzabili, nel solco della cultura Open Source. In questo modo, il laboratorio realizza la sua missione più profonda: accompagnare le persone in una transizione cruciale, trasformando la paura dell'ignoto in un'attiva e costruttiva curiosità. Realizzata anche con l’organizzzione di conferenze e eventi che vedranno i pensionati dello SPI 8 protagonisti in prima persona: la AI Blues Band.
Il Laboratorio Popolare di Intelligenza Artificiale è un progetto in continuo divenire, un work in progress destinato a evolvere rapidamente nei prossimi mesi. Un’esperienza che dimostra come l’alfabetizzazione tecnologica possa essere inclusiva, critica e partecipata, restituendo alle persone il controllo consapevole degli strumenti digitali che sempre più incidono sulla vita quotidiana.
Il laboratorio è consultabile e aperto alla partecipazione agli indirizzi:
https://sites.google.com/view/labpopia/home
Illustrazione di Teo Ugone: https://www.instagram.com/teougone.illustrations/

Il laboratorio è ora accessibile anche dall'indirizzo www.labpopia.it
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